sabato 3 giugno 2017

Bike Elbano: Cima del Monte

Per la prima uscita elbana in bike individuo un percorso ad anello con salita a Cima del Monte, l'elevazione più alta della "coda" dell'Elba.


Parto da Rio Marina e raggiungo Porto Azzurro per la strada asfaltata che lascio a ridosso del paese e mi avventuro per un sentierino molto carino ma poco pedalabile.


Intercetto però presto una strada  sterrata che sale piacevolmente e gira sul versante di Portoferraio.


Il tempo in quota non è dei migliori, e in alto spesso mi trovo in mezzo alle nuvole.


Per arrivare in cima devo spingere abbastanza la bici perché la forestale si è trasformata in vero sentiero di montagna.


Anche la discesa non è delle più agevoli e spesso mi ritrovo ad accompagnare la bici anche in giù.


Abbandono così l'idea di percorrere tutta la GTE in dorsale e una volta intercettata la strada asfaltata scendo a Cavo per la strada della "Parata".


Da Cavo non mi resta che rientrare a Rio Marina lungo la strada costiera.

D + 1200 - km 39


mercoledì 31 maggio 2017

Doppia uscita in Bike

Approfitto del bel week end per fare un po' di gamba (e chiappa) in bici con partenza da casa, destinazione iniziale camping Pescatore a prelevare Filippo che mi accompagna in questa doppia uscita.
Uscite tutte su asfalto  .... procurarsi una bici con le ruote "magre"?

Sabato: salita del mitico Menador, con rientro da Vattaro.






Con Filippo
D+ 1000 - km 45

Domenica: Tour della Val dei Mocheni, salita lato Fierozzo e discesa lato Sant'Orsola.





Con Filippo
D+ 1100 - km 53

domenica 28 maggio 2017

Bike&Barefoot - Panarotta

E' proprio vero a volte i giri migliori vengono fuori senza fare grandi pianificazioni.
Parto da casa con poche idee e ben confuse, il tempo è discreto ma non bellissimo, l'unico spunto - per la meta ma non sicuramente per l'itinerario per me off-limits - mi viene dal blog del Bonalda: la Panarotta.
Parto  da casa, mi dirigo verso Levico e poi prendo un'indicazione per un percorso mai fatto prima: la strada dei Baiti.

La strada, seppur asfaltata, sale piacevolmente in mezzo al verde e il traffico è pressoché inesistente.


Verso metà della salita comincio a capire il motivo del nome, infatti cominciano a spuntare casette in mezzo a prati qua e là, poi la Cesotta dei Baiti e il Re Fravort!  



Anche qui trovo lungo il percorso una lunga teoria di sculture in legno, che ingraziosiscono il paesaggio.




Quando arrivo a Vetriolo, mi fermo un po' a riposarmi sul prato da dove si lanciano con il parapendio, godendomi il bello spettacolo degli uomini volanti al momento del decollo.



Da Vetriolo salgo ancora un po' in MTB per una strada sterrata finché non intercetto un sentiero per la Panarotta; nascondo la bici, tolgo le scarpe e procedo scalzo per gli ultimi 400 metri di dislivello che mi separano dalla vetta.


Procedo di buon passo visto che il fondo non è male, costituito prevalentemente da aghi di pino, un po' più fastidiosa è la resina (*) e qualche formica poco amichevole.


In breve raggiungo la vetta, completamente devastata dalle antenne.
Sul versante opposto, poco dopo il mio arrivo, spunta un mountainbiker che arriva montato (con la bici elettrica però ....) lo accolgo con il classico "bergheil" e questo manco mi degna di uno sguardo e procede dritto verso la croce.
Ecco un primo risultato delle e-bike: arrivano in cima anche i cafoni!






Scendo dalla cima, contraccambiando la scortesia, e procedo fino a trovare delle strane finestre panoramiche, dove mi fermo a fare due chiacchiere con una coppia di roveretani che mi chiedono informazioni.


Nel frattempo giunge il fenomeno in e-bike e sento delle sonore imprecazioni: ha appena bucato proprio a pochi passi da me.
Mi viene da sorridere .... :-)



Dalla Panoratta si gode anche un bel panorami verso il Fravort, anche se non proprio da tutte le angolazioni ......


In discesa trovo un bel cuscino di formiche e dopo averle appositamente e amichevolmente stuzzicate, ne approfitto per inalare un po' di acido formico, ottima medicina naturale per le vie respiratorie.


Anche la discesa la effettuo scalzo, anche se che come al solito risulta meno agevole della salita.


Tornato alla bici prendo le indicazioni per gli Assizi, sfruttando anche vari sentieri che tagliano la strada asfaltata e rendono la discesa più tecnica e divertente.


Dopo aver superata Vignola Falesina calato di qualche chilometro si comincia ad intravedere anche il Lago di Cadonazzo.



Non mi rimane che fare una foto ricordo davanti al Castello di Pergine e la discesa è ormai quasi finita.


Ne approfitto per segnalarvi questa bellissima iniziativa in difesa del castello da parte del  Comitato Castel Pergine.



Un bagnetto rilassante nel Lago di Caldonazzo è quello che ci vuole prima di affrontare gli ultimi 200 metri di dislivello prima di tornare a Santa Caterina.


D+ 1900 - km 46

(*) niente paura per la resina sui piedi, si toglie semplicemente strofinandoli con un po' di olio d'oliva!

venerdì 26 maggio 2017

Il mio piccolo Gompa

Dopo anni di pressoché totale inutilizzo, a causa di una posizione infelicemente troppo vicina alla strada (seppur col traffico inesistente di Santa Caterina) , con pochi accorgimento e un po' di lavoretti ho creato sul balcone di casa un piccolo spazio per fare yoga.

Jnana Mudra
In questa stagione che il sole sorge molto presto, riesco a godermi i primi raggi solari che mi riscaldano mentre faccio yoga, prima che i vicini si mettono in moto per andare al lavoro. 

Nadi Sodana
L'alba, l'aria fresca del mattino, il profumo dell'incenso  e il canto degli uccellini  assecondano il mio respiro e mi aiutano a iniziare la giornata nel modo migliore.

Triconasana Bandha
Da quando avevo visto il Gompa si era costruito Tiziano Terzani - che reputo un maestro di vita - ho sempre desiderato un giorno di costruirmi qualcosa di simile. 

Porta Incenso
Ovviamente il mio è solo un piccolo angoletto .... ma mi piace tanto! :-)
Namastè!

Il Buddha

martedì 23 maggio 2017

Alla ricerca delle Frazioni di PerZEN

Due giornate dalle previsioni assai incerte non concedono grandi spazi alla fantasia e pertanto ci si dedica a qualche giretto "casalingo" alla scoperta di angoli ancora sconosciuti del nostro incantevole Comune adottivo: Pergine, anzi PerZEN!
Venerdì: A Costasavina e ritorno da Santa Caterina.


A "bassa velocità", a piedi e in bici, si scoprono posti che altrimenti si ignorerebbero se attraversati velocemente in macchina.  
Tra San Vito e Susà, per esempio, finiamo a Maso Sercer (purtroppo niente foto) una piccola frazione dove facciamo la conoscenza di un bell'omino dai folti capelli bianchi che ci racconta la sua storia di migrante.
Una bella persona dal cuore grande, grande che impreziosisce il nostro lento girovagare.

I sentierI che attraversano i boschi sono sempre fonte di sorprese e regalano sovente mondi magici dalle forme più curiose.




Ovviamente gli scorci sul Lago di Caldonazzo sono sempre un valore aggiunto. 


Tra fiori colorati - che in questo periodo regalano il loro adpetto migliore - e cippi intrisi di storia, la camminata è sempre piacevole e piena di spunti per l'occhio curioso del fotografo.



Purtroppo non mancano anche le note stonate, per la prima volta osserviamo da vicino l'eco-mostro che sovrasta Susà, un edificio enorme peraltro strapagato alla Curia dai nostri 'lungimiranti' politici per lasciarlo in completo stato di abbandono e degrado.
Complimenti per l'investimento a spese dei contribuenti!


Lungo le strade i vecchi tronchi di alberi abbattuti lasciano sempre più spesso  spazio all'estro di bravi scultori del legno locali.

Le previsioni sbagliano l'arrivo della pioggia di un'ora, il risultato è che da San Vito in poi rientriamo sotto un autentico diluvio!




Con Sara
Km 13,5 - D+500

Sabato: "Bike-Pellegrinaggio" alla Comparsa di Montagnaga

Anche oggi tempo incerto, e allora via per un giretto nel perginese in MTB.
Lasciati alle spalle San Vito, Susà, Roncogno e le Slacche dove c'è l'angusto passaggio sotto la S.S. della Valsugana per arrivare alla Mochena, da Cirè salgo verso Madrano e Canzolino.


Da qui comincio il mio bike-pellegrinaggio, passando per Buss, dove si trova una splendida chiesetta del 1600 dove dovrebbero recarsi molti scialpinisti, come me, depressi da questi ultimi inverni avari di precipitazioni visto che all'interno si trova La Madonna della Neve!


Da Buss si gode anche un inedito panorama su Pergine e il Lago di Caldonazzo.  


Salendo un altro pò si arriva  a Guarda, una manciata di case su un piccolo altipiano che è anche il paese natale di Domenica Targa, la pastorella a cui apparì la Santissima Vergine Maria a cavallo fra il 1729 e il 1730.






Da Guarda in breve si giunge al mastodontico Monumento al Redentore eretto poco sopra il luogo della "Comparsa" dove avvenne la prima apparizione.





Non so se sarà stato per la mia pedalata dal profilo spirituale, ma oggi sono stato graziato dalla pioggia ... :-)


D+ 1000 - Km 36